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lunedì 27 ottobre 2014

RELIGIONE. EVANGELICI. Lettera a Tiatiri.

Tiatiri è stata fondata da Seleuco I come colonia macedone formata da soldati d’Alessandro Magno e i loro figli. Situata sul confine settentrionale della Lidia, era una città piccola e sorgeva presso il fiume Lycus. Essa si trova in una regione nota per i suoi abbondanti raccolti di cereali, tabacco, e per l’industria ed il commercio di oppio. Si lavorava il rame ed il bronzo, non a caso che la lettera alla chiesa di Tiatiri si apre con un riferimento al rame. (Apoc.2:18) Molto famosa anche per fabbricazione della tintura colorante, chiamata porpora, la Scrittura ci ricorda la commerciante Lidia. ( Atti 16:14). Tiatiri significa “ colei che offre sacrifici e incenso”, nel luogo dove sorgeva questa città, oggi c’è la moderna città Turca di Akhissan, nome che significa “ castello bianco”, derivato forse dalle rovine di un vecchio castello che sorgeva sul posto. La comunità Nella città di Filippi in Macedonia, viveva una donna di nome Lidia della città di Tiatiri, commerciante di porpora ( Atti 16:11-15; 40). Poiché in Filippi non vi era una sinagoga, gli ebrei si radunavano fuori città per pregare. Quando giunsero Paolo e Sila nel suo II viaggio missionario, li evangelizzarono e nella circostanza Lidia si convertì e la sua casa divenne una chiesa. Molto probabilmente la sua testimonianza contribuì il sorgere di una comunità in Tiatiri. In ogni caso Giovanni indirizza una lettere, la più lunga delle sette, ad una chiesa costituita. L’elogio Il Signore elogia i credenti e mette in risalto le buone qualità che avevano: 1° Io conosco le tue opere…il tuo amore…la tua fede…il tuo ministerio (riferito ai responsabili che lavoravano per diffondere la parola di Dio)…la tua costanza…..e le tue opere ultime sono più abbondanti delle prime. Tutto quello che è degno di lode, il Signore Gesù lo elenca con cura. I fedeli amavano il Signore e i credenti facendo le opere buone, visitando gli ammalati, incoraggiando gli afflitti, manifestando una fede vera in Cristo e nelle verità dell’Evangelo. I credenti di Tiatiri manifestavano costanza, fermezza, perseveranza nelle prove, nelle persecuzioni a motivo della loro fede in Gesù. Tiatiri progredisce nella “quantità” e nella “qualità” delle sue opere, facendone più di prima, a differenza di Efeso che faceva sempre meno. ( Efes. 2:10; 2 Tim. 3:12; II Giov.8) Il rimprovero La chiesa di Tiatiri, anche se aveva manifestato amore, fede, e buona testimonianza, essa aveva dei seri problemi, e il Signore non poteva ignorare la presenza del male, come leggiamo nei versetti da 20-24 del cap.2. Il Signore pronuncia un nome “Izebel”, “ casta”, che sia vero o simbolico non ci importa. Questa donna si dichiarava “ profetessa” e teneva sotto la sua influenza tutta la comunità, facendo in modo che la morale cristiana fosse venuta meno già da tanto tempo. V.21 Il Signore paragona questa falsa profetessa a Izebel, la moglie di Acab, la quale sostituì il culto all’Eterno con l’idolatria e l’immoralità ( 1Re 16:31-33) La falsa profetessa seduceva i credenti, li incoraggiava in quella “dottrina” ( Apoc.2:14) e perciò li persuadeva ad accettare qualche compromesso con l’idolatria e l’immoralità del mondo circostante. Spingeva i credenti di Tiatiri a mangiare carne sacrificata agli idoli ( Atti 15:28-29) e a partecipare alle feste dove si ubriacavano e alla fine finivano con unioni illecite. Per Izebel era legittimo e ciò non costituiva peccato, ( 1Cor.8:4) ma non lo era per il Signore. ( Apoc.2:20) Dobbiamo imparare che le nostre opinioni non volgono nulla; quel che vale è la Parola di Dio. Il consiglio Il Signore consiglia i credenti di Tiatiri a prendere subito posizione contro quella donna, che era una minaccia per tutta la comunità: “Tu tolleri quella donna” Mentre i credenti di Efeso si erano mostrati zelanti non sopportando i malvagi, la chiesa di Tiatiri “ tollerava” non aveva avuto il “ coraggio” di riprenderla e se necessario, allontanarla dalla comunità. Il Signore le aveva concesso un tempo di riflessione per ravvedersi, ma lei era stata insensibile ai richiami fatti dal Signore. v.21 Ora però il Signore aveva decretato il Suo giusto e necessario giudizio su Izebel. v 22 Il testo potrebbe alludere ad una malattia fisica e ad un castigo sulla sua famiglia. V.23; Atti 5:9; 1 Cor.11:30. Lo ”scopo” del giudizio di Dio verso Izebel e verso tutti quelli che fanno come lei, è quello di far sentire alla chiese che nulla sfugge all’occhio di fiamma del Signore, che nessuno può farsi beffe di Dio e che tutti lo devono temere. Il male che si nasconde e si tollera, Gesù lo svela senza mezzi termini, perciò stiamo in guardia da quanti non vivono secondo il timore di Dio e non accettiamo i loro consigli. I credenti che amano il Signore, vivono il ravvedimento e camminano in santità. ( Ebr.12:14) I credenti di Tiatiri non avrebbero dovuto allontanarsi da quella chiesa. Talvolta i credenti lasciano le chiese e si uniscono ad altre assemblee, quando ci sono problemi. ( Atti 19:9) Questo però non poteva essere attuato in Tiatiri per la buona testimonianza in quella piccola città. Il Signore li incoraggiava a “ tenere fermamente quel che avete”, cioè a resistere alla seduzione “finchè io venga” Le promesse Ai credenti della comunità che non si sono schierati dalla parte di Izebel e che non si sono contaminati, Cristo rivolge delle promesse: 1° Il potere sulle nazioni Questa promessa è menzionata nel Salmo 2:8-9. Cristo è costituito re sulle nazioni per regnare e giudicare, e il Signore promette di coinvolgere anche i Suoi. ( Apoc.5:10; 20:6) La “ verga di ferro”rappresenta la severa giustizia. 2° la stella mattutina La stella mattutina anticipa il giorno ed annuncia lo spuntare del sole. Gesù è la stella mattutina ( Apoc.22:16). Il vederLo per la fede anticipa la nostra gloria nell’eternità, quando risplenderemo “ come stelle” ( Daniele 12:3) e saremo trasformati nella Sua stessa immagine (1Giov.3:2). Con la stessa certezza con cui la stella mattutina precede il giorno, i credenti vedranno la gloria di Dio e risplenderanno nella Sua presenza. Conclusione La chiesa di Tiatiri è sana. Le opere, l’amore, la fede, il servizio, la costanza erano tutte in crescita, anche se vi erano dei problemi. Il Signore Gesù ci tiene alla Sua Chiesa e, mentre da un lato elogia i Suoi figli e li esorta a perseverare nel bene, dall’altro si preoccupa di avvisarli onde stiano lontano da ciò che possa nuocere alla santità ed fedeltà. “Quel che avete tenetelo fermamente finchè io venga”.

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