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▼ PRIMO PIANO ▼

mercoledì 26 agosto 2015

Lettura biblica: Romani 14:1-12

"Noi siamo del Signore..."
Queste parole non stanno solo ad indicare la condizione di "figliuoli" di cui noi godiamo grazie alla nostra personale accettazione dell'amorevole piano di Dio realizzato in Cristo Gesù per liberarci dal peccato e dalle sue eterne conseguenze.
Queste parole dilatano il loro senso ben oltre il basilare concetto di salvezza per abbracciare tutta la nostra vita con Colui che ci ha redenti. Non solo esprimono il nostro stato attuale "in Cristo" ma sono anche parole di sfida dirette a ricordarci che non apparteniamo più a noi stessi poiché fummo comprati a prezzo" (1).
Tutto ciò serve a farci comprendere quanto sia importante permettere al Signore di governare la nostra vita e di assumerne il pieno controllo. Affinché ciò avvenga devono venire però assolte alcune condizioni:
1. Innanzitutto dobbiamo permettere allo Spirito Santo di operare nella nostra vita, coltivando quindi il "frutto dello Spirito" che non è unicamente l'espressione del carattere cristiano nella sua dimensione interiore ma anche, e soprattutto l'espressione di esso nei nostri rapporti con Dio e verso gli uomini;
2. In secondo dobbiamo porre completa fiducia nel nostro grande Iddio. Prima di conoscere il Signore eravamo portati a gestire la vita a nostro piacimento, ora invece, dato che "siamo del Signore" è importante affidare a Lui i nostri desideri e le nostre sollecitudini, sicuri che Egli avrà cura di noi, sapendo che desidera solo il meglio per ogni Suo figliuolo.
Solo quando permetteremo allo Spirito Santo di operare liberamente nella nostra vita facendoGli così guidare il nostro "presente"; solo quando saremo disposti a lasciare il nostro "futuro" nelle mani di Cristo potremmo affermare con piena convinzione e con assoluta serenità: "Se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore; sia dunque che viviamo o moriamo noi siamo del Signore?' (1) 1 Corinzi 6:19-20.
di Vendra Giuseppe

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