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Perché Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16 |

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lunedì 6 giugno 2016

RELIGIONE E VANGELO. I funerali della Chiesa

Un giovane Pastore, dopo avere compiuto gli studi relativi alla sua formazione servendo nel campo il Signore sotto la guida di diversi uomini di Dio, un giorno, venne chiamato per il suo incarico. Veniva da una chiesetta piccola ma con anime dedite alla Parola e che cercavano di restare sempre attivi nel servizio al popolo e nella casa del Signore. Un ottimo modello che aveva sempre compiaciuto la comunità nella quale la chiesetta risultava inserita, e il giovane cominciava già a fantasticare quanto sarebbe stato bello potersi occupare di anime nuove adesso concretizzando quell'amore che sentiva esplodere nel proprio cuore.

Prese la moglie, Clarissa, un po più "inesperta" nel campo del servizio a Dio e molto scettica e timorosa, e, mentre erano insieme per pregare e leggere la Scrittura, ella aprì la sua bocca per parlare: "E se non fosse tutto così roseo come ce lo immaginiamo?" - continua - "in fondo noi veniamo da una comunità stabilita da molti anni, e il fatto stesso che in quella nuova chiesa molti non sono mai andati, lascia pensare che qualcosa non funzioni".

"Non avere paura" - concluse il marito Steve.

"Noi non stiamo andando a cercare la nostra gloria ma la gloria del Signore, dunque di cosa dobbiamo noi temere?" - aggiunse Steve.

"hai ragione, marito mio, io forse mi lascio prendere dalla mia timidezza e dimentico che Dio sa come fare ogni cosa nuova" Terminò Clarissa.

Entrambi si decisero ad accettare l'incarico e dopo due giorni scelsero di prendere il pulmann anziché il treno per potere meglio riflettere sui luoghi che andavano a trovare. Non appena arrivati, videro che la Chiesa era abbastanza fatiscente. Non c'erano grossi danni, ma vi era una ostentata trascuratezza. Brutto segno, pensò Steve. La trascuratezza della Casa di Dio, per quanto possa sembrare esagerato a tanti, è un chiaro indice del fatto che i suoi ospiti non amano davvero la casa del Signore. Ma tenne per se quel pensiero e si sforzò di pensare che tutto fosse colpa di mancanze di risorse ovvero proprio di trascuratezza dovuta alla mancanza di un Pastore che governasse la situazione. Era Martedì e decise che in una settimana di lavoro intenso sarebbe riuscito a rendere ospitale la Casa del Signore. Aveva fondi a sufficienza grazie alle donazioni che i fratelli della chiesa di partenza avevano offerto nei suoi confronti e decise senza indugio di investirli nella nuova chiesa in modo tale da dare un segnale forte a coloro che l'avrebbero frequentata.

"Purtroppo non riusciremo mai in una sola settimana a evadere tutte queste cose" sentenziò clarissa.

"Perché non inviti i volenterosi a farsi avanti e dare una mano?" concluse la moglie

Il suggerimento era molto corretto, e Steve lo avrebbe seguito volentieri, ma qualcosa dentro di lui gli diceva quasi quasi che avrebbe fatto un buco nell'acqua, e, come ogni capitano che si rispetti, preferiva mettersi d'avanti e farlo al posto di tutti per far comprendere una prima importante lezione di fraternità e di collaborazione nella Casa del Signore fra i fratelli. Lavorarono duramente per cinque giorni, notte e giorno e domenica mattina la chiesa era pronta. Aperta, ricettiva, profumata, piena di fiori. Ma nessuna anima si presentò. La disperazione era davvero enorme e la delusione si leggeva in faccia del Pastore e della moglie. SI misero sotto il pulpito, si presero per mano, e pregarono il Signore. Ma la verità è che quella preghiera era una preghiera fredda, la mente dei due volava verso eventuali problemi e circostanze, ai motivi che non avevano fatta funzionare la cosa. Il Lunedì, a colazione, Steve chiese alla moglie se non fosse stato il caso di preparare un invito personale da portare personalmente a ciascuna famiglia, in modo tale da essere sicuri sia del fatto che conoscevano i nuovi orari di culto, sia del fatto che non vi erano altri problemi "nascosti". Fecero il giro, avevano la lista dei fedeli della Chiesa, una ottantina di persone, mica poche anime! Andarono per tutta la settimana instancabilmente di casa in casa, e per i volantini e le spese di trasferimento, essendo loro appiedati, avevano ulteriormente roso il budget assegnato arrivando ai minimi termini. Ma non disperarono e continuarono a girare. Ad ogni incontro ne scoprivano una nuova: la moglie era a letto, il marito lavorava, il figlio era troppo discolo e gli animi si agitavano sempre, insomma, classiche scuse di chi mette al primo posto se stesso o la propria vita anziché il Signore stesso. La delusione continuava a montare nel capo del Pastore anche perché si rendeva conto del circolo vizioso che Satana aveva instaurato nei fedeli: creava problemi marginali, loro si bloccavano per quei problemi, non frequentavano la chiesa privandosi di ascoltare la Parola di Dio e con ciò stesso si indebolivano nella fede riuscendo sempre meno a superare le prove e le difficoltà. La domenica successiva, comunque, riuscirono a contare 14 anime nella casa del Signore. Beh, non era il massimo, ma era un punto di partenza perché si muovesse qualcosa. La settimana successiva, stranamente, anche quelle anime che erano venute accampavano scuse, e finalmente una vecchietta che faceva parte del gruppo che aveva frequentato la settimana prima, esordì dicendo che in quel paese l'unico motore per fare muovere le persone da casa era la curiosità! Lei stessa era venuta in chiesa la domenica prima per vedere come era stata risistemata la Chiesa! Inutile sottolineare lo sconforto pulsante di Steve e di sua moglie Clarissa. Passarono la sera davanti al camino, pensando e rimuginando a come fare per destare la curiosità della gente e farla venire in Chiesa per ascoltare la Parola di Dio. Ma non veniva nessuna idea fino a che Steve non si ricordò di una lettera che gli era stata data dal suo mentore spirituale, e che non aveva ancora letta. Chissà perché ma pensò che in quella lettera ci fosse la risposta. E la lesse proponendosi di metterla in pratica anche se gli fosse risultata "fuori luogo". La lettera non diceva molto se non che Steve doveva stare attento al fatto che la gente non facesse morire l'amore di Cristo con la propria negligenza e abbandono.

"Ricorda loro che non devono fare un funerale a Cristo, ma che lui è vivente, siamo noi i morti!" Prese quella lettera tra le mani, la strinse, pianse e finalmente cominciò ad esultare chiamando la moglie e dicendole di preparare un altro volantino con una bara al centro e con un invito a presenziare al funerale della Chiesa che si sarebbe celebrato la domenica successiva. Passarono i giorni e i due ragazzi avevano speso anche le ultime riserve per quel materiale, era davvero l'ultima spiaggia per loro, e lo sapevano. Recapitarono i messaggi a tutti fedeli e non nel Paese. La domenica successiva la chiesa era stracolma, tutta di gente che voleva vedere i funerali della Chiesa, e soprattutto chi era morto davvero! Così il Pastore fece accomodare tutti quanti, un paio di fratelli della settimana precedente lo aiutarono a uscire anche altre sedie visto che la gente era troppa questa volta, e molti dovettero restare fuori non potendo entrare nel luogo di Dio. Cominciò la predicazione sulla vita del redentore e sulle cose che a Lui dispiacciono. Molti erano annoiati di sentire sempre quello che avrebbero dovuto fare. Molti non volevano davvero cambiare, e molti concludevano che avrebbero avuto tempo per poterlo fare, magari proprio in punto di morte! Alla fine del messaggio, molto potente e ispirato dallo Spirito, il Pastore chiuse il servizio ma la folla mormorò dicendo: "vogliamo vedere il cadavere"! E il Pastore, di tutto punto, rispose serenamente che se questo era il loro desiderio, si sarebbero dovuti mettere in fila indiana, e vedere il morto uno dopo l'altro, e dargli l'estrema unzione, perché quello che vedevano nella bara era morto per davvero non avendo ubbidito alla Parola di Dio. Tutti ancora più curiosi, entrarono ubbidendo alla voce del Pastore e si misero in prima fila. Tra i primi quella vecchietta della domenica precedente, che appena vide "il cadavere" cominciò a piangere e si mise in ginocchio chiedendo pietà a Dio. Così anche per tutti gli altri .... finalmente la folla mormorò era troppo curiosa non poteva aspettare, .... e il Pastore finalmente parlò: "nella bara c'è un grande specchio, ogni volta che vi passate davanti vedete voi stessi che siete morti per la vostra dissolutezza nel contemplare il Regno di Dio e nel cercarlo". Io vi ho fatto i funerali.

Da quel giorno quella divenne una chiesa piena zeppa di fedeli e attiva in ogni modo e maniera nel campo del Signore.
Fonte: Accademia Jeshua Europa.it

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