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Perché Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16 |

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lunedì 19 dicembre 2016

INSEGNAMENTI. Il Natale di Dio

Secondo i cattolici romani, la salvezza si acquista mediante la fede in Cristo, e mediante le buone opere.
Festeggiano il Natale, che è l’entrata di Dio nel mondo. L’unico Dio, l’unico Mediatore e l’unico Salvatore dell’umanità. Strano ascoltare tali parole dalla chiesa cattolica romana, una chiesa che al primo posto mette la madonna e poi il Cristo. Come abbiamo ascoltato in queste giorni.

Ma cosa dice esattamente il credo cattolico su Maria madre di Gesù Uomo? 1) Maria è Madre di Dio in senso vero e proprio. – È di fede.

2) Maria concepì e partorì suo Figlio Gesù senza danno per la sua verginità, e resto vergine anche dopo il parto. – È di fede.

3) Maria, dal primo istante della sua concezione, per una grazia speciale, è stata preservata pura da ogni macchia di peccato originale. – È di fede

4) In grazia di un privilegio divino, Maria fu esente, durante tutta la vita, dal peccato personale. – È di fede.

5) È la corredentrice del genere umano e la mediatrice di tutte le grazie. È inoltre la madre della Chiesa, Cost. domm. “lumen Gentium” cap. VIII

6) È stata assunta col corpo alla gloria celeste. È di fede. Acta Ap. Sedis n. 15 del 4 nov. 1950

Secondo la tradizione pagana, a Natale avvengono gli scambi di regali, per simboleggiare il regalo che Dio ha fatto all’umanità. La verità è che Dio non ha scambiato il Suo regalo, ma ha dato Suo Figlio Gesù in cambio di nulla, lo ha fatto solo per amore.

Quando l’angelo del Signore si presentò a dei pastori disse:

“Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore. E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia” (Luca 2:10:12).

Dio per mezzo del Suo angelo annunciò la salvezza per l’uomo, e non disse: “Questo è un dono per chi si pente e, per ottenerlo dovete fare molte opere di redenzioni, altrimenti il dono me lo riprendo”. Dio non è come noi umani che, diciamo ai bambini: “Se fai questa cosa o se ti comporti bene ti darò in cambio un regalo: una banconota da 20 euro, oppure un telefonino o una bicicletta”. No!, il dono di Dio è un “regalo” fatto disinteressatamente e, solo per amore.

“Perché Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:8). Dio non ci ha detto: “Se voi vi comportate bene, manderò mio Figlio a morire al posto vostro”. No! Dio aveva già provveduto prima che noi accettassimo il dono o meno. A prescindere dalla nostra scelta, Dio aveva mandato un “dono” all’umanità perché Dio AMA la Sua creatura (Giovanni 3:16).

Logicamente, qualsiasi regalo va preso, e per prenderlo bisogna allungare la mano e dire almeno grazie! Il minimo sforzo richiesto.

Purtroppo ci sono di quelli che dicono: “No grazie, non voglio nessun regalo”. Allora Gesù Cristo, prima di rendere il Suo corpo come sacrificio vivente per redime l’uomo, promise di inviare dal cielo, la terza Persona della Trinità, lo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo venne nel mondo non solo per aiutare quelli che hanno accettato il “dono” di Dio e che formano la vera Chiesa, ma cerca di “convincere” anche chi ha detto: “No grazie, non voglio nessun regalo”.

Quindi, Dio non solo ha inviato un regalo senza volere niente in cambio, ma ha mandato il Suo Spirito per convincere i cuori duri e testardi a ricevere gratuitamente il Cristo per la salvezza dei loro peccati. Solo rifiutando, ostacolandolo o/e oltraggiandolo oltremodo gli inviti che lo Spirito Santo offre al peccatore, Dio allora ritirerà il Suo Spirito per poi abbandonare l’uomo impenitente e empio al suo destino. La sua fine sarà una sua scelta deliberata all’inferno.

La salvezza appartiene a Dio e a nessun altro. E’ di Gesù Cristo e non di Maria la salvezza. Gesù è morto in croce; Gesù fu perfetto nella carne; Gesù lasciò il Suo trono per redimerci; Gesù versò il Suo sangue. Fu il sangue versato da Gesù che toglie il peccato, e non quello di Maria. Maria era una comune mortale come qualsiasi essere umano. Anch’essa aveva bisogno di un Salvatore come lei stessa afferma nel suo “magnificat”:

“L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore” (Luca 1:46-47). Se di fronte a tale verità, continuate a mettervi le mani davanti a vostri occhi, morirete nella vostra cecità, e nella vostra ignoranza.

L’uomo con il suo orgoglio deve starsene lontano. Non potrà aggiungere niente al piano salvifico e perfetto di Dio.

Qualcuno obietterà che nella lettera di Giacomo apostolo, al capitolo 2 verso 18 è scritto: “Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede”; per cui pensano che la fede da solo non basti e ci vogliono le opere per completarla.

Il versetto 18 di Giacomo ha dato luogo a interpretazioni varie. C’è chi ci vede una obiezione mossa a Giacomo da qualcuno che considera come ugualmente in regola l’uomo in cui predomina la fede e quello in cui predomina l’azione: Ma perché volere unire fede ed opere? Chi ha una cosa (prevalentemente) e chi ha l’altra; ambedue sono buoni cristiani. Al che Giacomo risponderebbe: “Mostrami la tua fede […]”. Però, se si trattasse d’un’obiezione da parte di chi si contenta di fede inattiva, dovremmo avere: “Io ho la fede, tu hai le opere”. La fede non accompagnata dalle opere non giova più di una cosa morta; anzi è perfino incapace di fornire le prove della sua esistenza; al ché qualcuno può lanciare a chi si professa credente questa sfida: Tu hai, a quel che dici, la fede, io ho le opere; mostrami un po’ la tua fede senza le opere; tu non lo puoi; io invece, con le mie opere, ti mostrerò che posseggo la fede salutare, vivente, attiva.

Quindi, come già spiegato sopra, la salvezza è proceduta soltanto da Dio e nessuno altro può collaborare con Lui. La salvezza è un’opera divina. Prima della salvezza, l’uomo ha la tendenza a fare le opere meritorie per conquistarsi il Cielo. Utopia assoluta. Isaia 64:6, dice: “che le nostre opere sono come un panno sporco davanti alla Sua Santità e la Sua Giustizia”. L’uomo più altruista, più generoso, più manzo della terra, se non accetta il dono da parte di Dio, sarà condannato per sempre.

Dopo la salvezza, cioè dopo la nuova nascita, le opere acquistano un altro valore, e cioè si fanno non per essere salvati, in quando abbiamo capito che le opere anche quelle giuste non salvano, ma solo Cristo ci dà la salvezza eterna. Queste opere le si faranno per piacere a Dio e non più per se stessi. Il Cristiano rinato per mezzo dello Spirito Santo, ha la mente di Cristo e il Suo cuore e, non rimarrà indifferente alle necessità egoistiche della vita. Anche le opere sono preparate da Dio affinché noi le compiamo (Efesini 2:10). Questo perché Dio ha piacere di farci Suoi collaboratori e servitori. A volte, ahimè, nonostante la salvezza, crediamo che le opere che Dio ci mette davanti per portarle a termine siano nostre. Invece tutto appartiene al Signore. Amico che leggi, se sei perplesso riguardo a Gesù e la salvezza, devi solo allungare la mano, cioè fidarti di Dio solo, e sarai salvato per sempre.

“In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12).

Questo è il dono, questo è il Natale di Dio offerto per l’uomo che accetta nella sua vita il Signore e Salvatore Gesù Cristo.

Ferrentino Francesco La Manna | https://www.facebook.com/storiedifedevissute.blogspot.it

VARIE TESTMONIANZE CRISTIANE

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