.feed-links { display:none; } -->
Italy English Español Portugeus Belgium Netherland Français Deutsch Israel Seguci su: Twitter Seguci su: Facebook Seguci su: Twitter Instagram IN RETE DAL 2005

ULTIME NOTIZIE - EDAP: Evangelo Dottrina Avvento Profetico

▼ PRIMO PIANO ▼

mercoledì 15 marzo 2017

DOTTRINA, PUNTI BIBLICI. Davanti a DIO non ci sono leader!

Non so se questo titolo potrà stupire qualcuno. Il mio intento non è quello di stupire, così come non è quello di piacere agli uomini. Sento il dovere davanti a Dio di esprimere una “mia” opinione, così come la traggo (e la porgo, a qualsiasi serio cercatore della verità) dalla fonte delle Sacre Scritture della Bibbia.

Nella Bibbia infatti chiunque può leggere che:

Dio non fa parzialità o distinzioni fra le persone (Atti 10: 34); Il capo della chiesa è Cristo (Colossesi 1: 18). Il dovere di chiunque tema Iddio e voglia rispettare i sacri principi espressi nella Bibbia penso sia quello di avvisare le persone che non conoscono la rivelazione della Parola di Dio del fatto che la moda di onorare (per non dire venerare od ossequiare oltremodo) i cosiddetti “leaders religiosi” davanti a Dio è fuori luogo ed errato.

Se questo discorso stupisce qualcuno, credo che questo qualcuno sia appunto una persona che non ha dimestichezza con la Parola di Dio, qualcuno che mischia le cose degli uomini con quelle di Dio, confondendo i due piani e le due realtà.

Dinanzi a Dio ogni uomo non è né più né meno che una sua creatura.

Nel mondo degli uomini questi usano ricercare prestigi e poteri, tentando di ergersi al di sopra degli altri. Ma dinanzi a Dio, che è al di sopra di tutti (gli uomini), nessuno può ergersi affatto! Infatti la Parola di Dio manifestamente dichiara che: “Chi si innalza sarà abbassato (Matteo 23: 12). Secondo la parola di Dio non è affatto vero che i cosiddetti leaders religiosi siano o possano fare da mediatori tra noi (uomini) e Dio (v. 1 Timoteo 2: 5).

Per coloro che esaminano con sincerità le Scritture, per attingere da esse il messaggio di Dio direttamente per loro, diviene chiara la realtà per cui Dio intende avere un rapporto diretto e personale con qualsiasi uomo. A tal proposito basterebbe leggere il resoconto del capitolo 4 del vangelo di Giovanni, per vedere che il Signore Gesù ebbe direttamente a che fare con una donna e che da quel rapporto diretto con lui ella scoprì la rivelazione (personale) del Messia. Altrettanto personale fu la rivelazione che in seguito i compaesani di quella donna (di Samaria) ebbero del Cristo, riguardo alla realtà (sperimentata da essi personalmente – per mezzo di un rapporto diretto con Lui -) che egli fosse il Salvatore del mondo e, dunque, anche di loro. [1]

Queste brevi considerazioni spero possano portare coloro che non hanno ancora sperimentato un rapporto personale e diretto con Dio ad intravedere la portata della rivelazione che esse possono avere per loro, visto che se altri individui hanno avuto una chiara e diretta rivelazione divina di chi fosse il Signore Gesù nelle e per le loro vite anche costoro potrebbero – come quelli – ricevere un’altrettanto personale e diretta rivelazione di Lui.

Credere che vi siano dei “leaders” ai quali le persone, le genti e i popoli debbano rivolgersi, pensando di poter avere per mezzo di essi un rapporto con Dio, equivale a delegare la ricerca (personale) di Dio! Ovviamente chi delega la propria ricerca di Dio ad altri non potrà essere partecipe del godimento delle promessa divina che dice (a chi vi crede e si adopera per realizzarla):

“Chi cerca trova” (Matteo 7: 8)!

Per questo “probabilmente” molti non trovano Dio o lo cercano invano, delegando ad altri tale ricerca.

A conferma del fatto che Dio non segue la moda degli uomini, che cercano la propria gloria personale inventandosi dei ruoli di preminenza e di distinzione in mezzo ai propri simili – con l’attribuirsi prerogative che Dio non ha mai loro né concesso né permesso (stando alle indicazioni della Sua Parola) -, ecco degli ulteriori passaggi biblici che condannano tale moda e pratica umana (consistente nell’esaltare alcuni a dispetto di altri):

“E Gesù, chiamabili a sé, (i discepoli) disse loro: “Voi sapete che i sovrani delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano il potere su di esse, ma tra voi non sarà così; anzi, chiunque tra di voi vorrà diventare grande sia vostro servo; e chiunque tra di voi vorrà essere primo sia vostro servo” (Matteo 20: 25, 26); “Ma voi non fatevi chiamare maestro, perché uno solo è i vostro maestro, il Cristo; e voi siete tutti fratelli. E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è vostro Padre, colui che è nei cieli. Né fatevi chiamare guida, perché uno solo è la vostra guida, il Cristo (Matteo 23: 8 – 10) Spero che queste brevi considerazioni tratte ed ispirate dalla Parola di Dio possano rivelarsi illuminanti per coloro che fino ad ora forse erano ingannati dal pensiero che davanti a Dio vi fossero delle preferenze tra gli uomini.

Dio vuole che “Tutti gli uomini siano illuminati (dalla Sua Parola) e vengano alla conoscenza della Verità” (1 Timoteo 2: 4).

Il Signore per mezzo della sua Parola dice che Egli vuole che possiamo uscire dai tempi dell’ignoranza (delle cose di Dio, mascherate dalle cose degli uomini – ovvero dalle loro usanze e costumi -), per comprendere che il Regno di Dio non funziona come quello degli uomini, dove ognuno cerca la propria gloria, mentre nessuno conosce la vera e la sola Gloria che pro-viene da Dio!

Spero non di essere piaciuto a qualcuno, ma di aver aiutato qualcuno a cambiare visione circa le cose spirituali, che sono diverse da quelle umane.

Spero che le considerazioni qui riportate stimolino i sinceri cercatori della verità a rivedere e a riconsiderare le proprie idee riguardo all’argomento qui proposto: il fatto, cioè, che davanti a Dio non vi sono né differenze né particolarità tra gli uomini, poiché, in qualunque nazione, chiunque lo teme e opera giustamente gli è gradito” (Atti 10: 34).

Non delegare a nessuno quello che deve essere il tuo personale rapporto con Dio.

[1] Giovanni 4: 1 – 42

Davanti a Dio non ci sono leader! (Parte 2)

Spinto come da un dovere spirituale credo che sia giusto riprendere quanto avevo sentito di scrivere l’altra volta, a proposito del fatto che la moda dell’esaltazione dei leader contrasta “alquanto” con lo Spirito cristiano, basato e fondato sull’umiltà e sull’unica esaltazione possibile nella chiesa, quella del Signore Gesù.

Questa volta, quindi, credo che sia giusto continuare a sottolineare il rischio di lasciarsi trascinare dalla moda del cosiddetto leaderismo, ossia della tendenza ad assecondare la moda mondana della ricerca dei primi posti e del primato, purtroppo, anche in mezzo alla chiesa cristiana.

Convinto che tale moda rappresenti un pericolo ed una possibile deviazione dai puri principi dell’evangelo, vorrei sostenere contro di essa le motivazioni per le quali è giusto combatterla e criticarla, piuttosto che subirla passivamente o peggio promuoverla attivamente (spacciandola come qualcosa di buono, come “sana dottrina”).

Purtroppo molti, alterando le Scritture (2 Pietro 3: 16), cercano di far dire ad esse quello che in realtà, ossia infondo, esse non dicono. Ma coloro che hanno ricevuto lo Spirito di Dio sanno che il Senso della Parola non è solo o semplicemente letterale e che dunque non è giusto giocare con certe espressioni della Parola per forzarne il senso. In ogni caso su quest’aspetto, quello relativo alla possibile controversia – tra servi e leader –, le parole del Signore risolvono la questione:

“E Gesù, chiamatili a sé, disse:

“Voi sapete che i sovrani delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano il potere su di esse, ma tra voi non sarà così; anzi, chiunque tra di voi vorrà diventare grande sia vostro servo; e chiunque tra di voi vorrà essere primo sia vostro servo. Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti” ( Matteo 20 : 25 – 28) .

Così come Gesù è la pietra angolare della chiesa, le sue parole costituiscono la ‘pietra angolare’ di ogni ragionamento e dottrina, di ogni pensiero e principio ispiratore per la condotta di tutta la chiesa, ossia di tutto (di qualsiasi membro) del popolo … di Dio e non di un uomo (chiunque egli sia)!

Non c’è luogo a nessun genere di fraintendimento dinanzi alle parole del Signore che abbiamo appena visto. Qualora uno volesse essere primo dovrà essere servo, non leader, ossia capo.

Le due espressioni sono opposte e non è possibile accostarle. Il servo serve, il leader dice di servire ma tende a farsi servire. Questa è la differenza.

Di fronte a tale stato di cose le parole del Signore rappresentano il Giudizio e la Sentenza per dirimere la questione o il “dibattito” (tra il dover essere servi o leader). Le parole del Signore parlano chiaramente, di servi. Non di leader.

D’altra parte la differenza tra i due termini non è solo una questione di parole; in essa si nasconde una differenza sostanziale, una vera e propria differenza e opposizione di visione di vita, di valori e di spirito. Nel mondo e del mondo è la tendenza degli uomini a voler primeggiare gli uni sugli altri, con ogni sorta di inganni (compreso quello della falsa umiltà).

Con le Sue parole il Signore delinea, invece, un’altra linea e un’altra tendenza (del tutto spirituale e affatto mondana), ossia quella dell’eventuale corsa a servire, piuttosto che a comandare.

Mentre la tendenza a servire (come ha fatto e come dice il Signore di fare nella Sua chiesa) è soprannaturale, la tendenza a comandare è mondana, carnale, terrena e diabolica; essa asseconda le aspirazioni e gli istinti umani più bassi e meschini. Altro che imitare il Signore! Il quale diede la sua vita per servire, quale prezzo di riscatto per tutti.

Non si possono mischiare le due cose; sono del tutto estranee ed opposte tra loro.

Mentre il servizio è un valore per coloro che hanno lo Spirito di Cristo, esso è visto con disprezzo per coloro che cercano la propria gloria personale (come fanno quelli del mondo).

Qui sta la differenza tra il ‘servo’ e il ‘leader’: mentre il primo vive secondo lo Spirito di Cristo, il secondo vive per lo spirito del mondo (ossia per la propria gloria e non per quella di Dio).

Ma forse ancora qualcuno pensa che, infondo infondo, i due termini ancora possano equivalersi.

Allora vorrei provare a continuare a sottolinearne la differenza, non di parole, ma sostanziale che vi è fra queste due visioni, affinchè si capisca quale profonda differenza vi sia tra questi due concetti, apparentemente simili, ma diametralmente opposti.

Non è nella natura umana servire come dice il Signore di fare. La natura umana vuole piuttosto comandare e farsi servire, piuttosto che servire.

Quindi non è nei termini che va ricercata la differenza tra i concetti che stiamo cercando di capire, ma nella sostanza, cioè nello spirito. Non è una semplice questione di parole che stiamo provando ad esaminare, ma una questione spirituale. In altre parole, stiamo provando ad esaminare gli spiriti di coloro che vogliono incarnare o la figura del servo o quella del leader.

Chi vuole incarnare la figura del servo sa che il suo riferimento è Cristo.

Chi vuole incarnare la figura del leader vuole servirsi del nome di Cristo per mantenere un (proprio) ruolo di primato che Cristo stesso non ha cercato (si pensi a quando il Signore si ritirò dalla folla che lo acclamava per farlo re)!

Ora, se colui che vuole incarnare la figura del servo ha dalla sua parte le parole del Signore (se comunque egli sarà davvero un servo) colui che, invece, vuole incarnare la figura del leader (dicendo che il Signore sarebbe d’accordo con tale espressione) non ha, invece, dalla sua parte le parole del Maestro (cioè ci Colui che soltanto può essere definito tale – Matteo 23: 8 -).

Per smascherare l’apparente somiglianza tra i due concetti e le due visioni (quella del servo e quella del leader) bisogna andare, appunto, alle differenti nature che le sottendono e dalle quali sono concepite e partorite; mentre la figura del servo nasce da Cristo ed ha Cristo per riferimento, la figura del leader nasce dal modello opposto (e avverso) a Cristo, ossia dal suo avversario, chè da sempre ha cercato e cerca di usurpare il posto e il ruolo di Cristo.

La differenza tra il ‘servo’ e il ‘leader’ è costituzionale e costitutiva di due differenti nature, fondamentalmente opposte: quella di Cristo e quella di Satana.

La capacità di servire di Cristo è innaturale per la natura umana, perché divina.

La capacità (e la stessa volontà) di comandare è, invece, alla portata della natura umana, ed è satanica (perché ha origine nell’istigazione all’autonomia, all’indipendenza e alla ribellione a Dio con la quale l’antico tentatore sedusse i nostri progenitori Adamo ed Eva – riuscendo a far leva sul loro (che prese le mosse dal suo) sentimento di orgoglio).

Ecco la natura e l’origine della differenza tra i due concetti di servo e di leader.

Altro che concetti simili! Bisognerebbe servirsi della stessa strategia di Satana (che si traveste da angelo di luce, per mascherare la sua identità) per poter cercare di convincere e sedurre le menti dei credenti nel credere che i due concetti e le due visioni del servo e del leader sono equivalenti.

Del resto basta vedere alcune delle figure che nella storia hanno rincorso e rincorrono la figura e la visione del leader per capire di che tipo di figura si tratti:

Erode; Il papa (e il papato), che pretende di essere il ‘capo della chiesa’;

Hitler; Mussolini solo per citare un numero limitatissimo di leader, ossia di gente che ha ricercato il primato e il comando con ogni mezzo, condannando e facendo uccidere coloro che si mettevano contro i loro piani. Altro che servi! Altro che spirito di Cristo!

Spero che, a questo punto, coloro che ancora si immaginavano che i due termini potessero assomigliarsi o addirittura coincidere, ora siano più consapevoli e coscienti dell’enorme differenza che li separa.

Per questo giova rammentarsi sempre delle parole del Signore che avevamo citato prima (“Voi sapete che i sovrani delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano il potere su di esse, ma tra voi non sarà così; anzi, chiunque tra di voi vorrà diventare grande sia vostro servo; e chiunque tra di voi vorrà essere primo sia vostro servo. Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti”) , affinché si possa estirpare dalla chiesa di Cristo la radice ed il veleno dello spirito del comando, dal quale nascono disordini e sospetti (legittimi), che non hanno nulla a che fare col Regno di pace e di grazia, che proviene da uno spirito mansueto che, come quello del Signore, sa mettersi a disposizione degli altri, non per servirsene, ma per servirli davvero, nell’umiltà e ad immagine di Cristo. Che Iddio possa aprire la mente di quanti davvero voglio onorare Lui. Amen.

Enzo Maniaci | Notiziecristiane.com

VARIE TESTMONIANZE CRISTIANE

NOTIZIE DA MONDO

NOTIZIE VARIE - ITALIA


}, 10);