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mercoledì 23 agosto 2017

TESTIMONIANZE. Nunzio accetta il signore nel reparto tamigi di s.M.C.V.

Nunzio accetta il Signore: egli è un detenuto del carcere di S.M.C.V. e qui di seguito vi proponiamo la sua storia.

Pace del Signore, mi chiamo Nunzio e sono detenuto nel carcere di SMCV .

Il pastore Turco mi ha chiesto di scrivere una testimonianza, sono lieto di poterlo fare perché so che molti la leggeranno.
Sono entrato in questo carcere circa un anno fa, mi hanno arrestato per delle accuse da chiarire ancora. Quando mi hanno arrestato sono caduto in una profonda depressione, ho tentato due suicidi che Dio non ha permesso che avvenissero grazie anche ai miei compagni di cella ora fratelli. La realtà del carcere per me è nuova, alcuni compagni di cella, mi hanno chiesto di frequentare il culto evangelico, ho accettato di andare senza rendermi nemmeno conto dove stavo andando e cosa stavo facendo. La depressione aveva invasa la mia razionalità.

Fatto sta che questi miei compagni di cella, oggi miei fratelli, mi hanno accompagnato al culto che si tiene ogni lunedì nel teatro del carcere: ero lì con il fisico ma non con la mente, ero all’ apice della confusione.

Sentivo i cantici e la musica ma non mi toccavano per niente. Per circa un mese il mio stato confusionale era presente in me ed in quelle riunioni, un po’ alla volta la cosa incominciava a incuriosirmi. Premetto che mi sforzavo per capire quello che stava in torno a me in quelle riunioni. In una riunione, alcuni detenuti hanno testimoniato della loro esperienza con il Signore. Quello che ha toccato il mio cuore, è stata la testimonianza di un nostro fratello ergastolano. Quest’uomo con due ergastoli definitivi, trasmetteva nel’esporre la sua esperienza con il Signore una pace che nei miei ventisette anni non ho mai visto in nessuna persona. Conoscevo bene le sue imputazioni e il suo stato giudiziario. La sua serenità ha svegliato la mia coscienza. Da allora incomincia a sentire la pace di Cristo che quotidianamente aumentava in me. In ogni riunione mi sentivo coinvolto come se qualcuno mi rialzasse da quel pessimo stato in cui mi trovavo.

Oggi sono un cristiano, certo di essere stato perdonato, leggo la Bibbia e frequento i culti dove non manca la benedizione di Dio. Grazie a Dio che attraverso un verso della bibbia: “… ognuno di noi seguiva la proprio via…” , mi portò a confessare i miei peccati e a trovare la salvezza.

L’ultima volta avevo 7 anni quando ascoltai quelle parole dal parroco del mio quartiere. I culti del lunedì e la parola che si legge nella cella hanno prodotto una fede in me che mi fa sopportare qualsiasi tipo di ingiustizia perché so che Dio e al di sopra di ogni cosa e in ultimo il bene prevale sempre.

Sono lieto di appartenere a questo gruppo che si raduna quotidianamente e sono onorato di essere assistito spiritualmente dal pastore che con tanta dedizione non ci lascia soli e ci fa sentire la sua calorosa missione. Sto pregando per mia madre che ha molto sofferto per questa vicenda e grazie a Dio la mia serenità la tranquillizza. Non passa un colloquio che non parlo di Gesù a lei e sono sicuro che il Signore la salverà. Pregate per me amen.

Rep. Tamigi carcere di SMCV

VARIE TESTMONIANZE CRISTIANE

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