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mercoledì 22 novembre 2017

ESORTAZIONI. Lazzaro nel seno d'Abramo

Perché tu non lascerai l'anima mia nell'Ades, e non permetterai che il tuo Santo subisca la decomposizione.
(Atti 2:27)
E nell'Ades, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: "Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per...
rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma".
(Luca 16:23-24)
Atti 2:27 parla di Gesù, che in quanto essere umano stette nell’Ades per quei 3 giorni in cui fu morto, che non ha nulla a che vedere con il verso dove dice che in spirito (in spirito perché Gesù è Dio) andò a predicare agli spiriti trattenuti in carcere 
(1 Pietro 3:19). 
Luca 16:23-24 parla di un ingiusto che non erediterà la vita eterna, cioè il ricco nei tormenti nell’Ades. 
Se l’anima di Gesù restò nell’Ades per quei 3 giorni, allora è da escludere che l’Ades è una dimensione in cui vengono tormentate le persone e si capisce che è un linguaggio simbolico. 
Questo implica che l’Ades non è un luogo reale, ma è solo simbolico. 
È un luogo simbolico temporaneo sia dei giusti che degli ingiusti morti che attendono la resurrezione.
 Implica anche che nessun morto va da nessuna parte dopo la morte, e non andrà mai da nessuna parte neanche dopo la resurrezione 
(vedi Matteo 11:23-24). 
O resusciterà sulla terra per viverci per sempre o per morirci per sempre senza andare in nessun'altra dimensione.
Se l’Ades fosse un luogo reale, significherebbe che Dio sta tormentando tutte le persone morte che erediteranno la vita eterna. Quindi un giusto morto 1500 anni fa, si trova in uno stato di tormento da 1500 anni? Impossibile.
Secondo me, molti che leggeranno questo articolo, continueranno a credere alla menzogna dei morti che vanno da qualche parte in attesa della resurrezione e dell’inferno eterno che insegnano la maggior parte delle chiese, dei commentari e dizionari biblici, etc..
Dimitri Kovalenko

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