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Perché Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16 |

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venerdì 9 febbraio 2018

STUDI BIBLICI. Alcune spiegazioni riguardo ai corpi che avranno tutti i salvati resuscitati nella prima resurrezione e quelli che riceveranno quelli trovati in vita al ritorno di Cristo

Le persone resusciteranno con corpi differenti rispetto ai primi che hanno avuto. Cristo resuscitò con un corpo differente; difatti, le persone alle quali apparve, non lo riconobbero (Luca 24:31; Giovanni 20:14); ed era anche in grado di cambiare forma, cioè aspetto fisico (Marco 16:12).
I corpi di quelli trovati in vita al ritorno di Cristo saranno trasformati. I corpi che abbiamo adesso sono differenti l’uno con l’altro.
Allo stesso modo, i corpi che avremo in futuro saranno fisicamente differenti l’uno con l’altro. Paolo ha fatto degli esempi per far capire queste cose:

35 Ma dirà qualcuno: “Come risuscitano i morti, e con quale corpo verranno?”. 36 Stolto! Quello che tu semini non è vivificato, se prima non muore. 37 E quanto a quello che semini, tu non semini il corpo che ha da nascere, ma un granello ignudo, che può essere di frumento o di qualche altro seme. 38 E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme dà il suo proprio corpo. 39 Non ogni carne è la stessa carne; ma altra è la carne degli uomini, altra la carne delle bestie, altra la carne dei pesci, altra la carne degli uccelli. 40 Vi sono anche dei corpi celesti, e dei corpi terrestri, ma altra è la gloria dei celesti, altra quella dei terrestri. 41 Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna ed altro lo splendore delle stelle, perché una stella differisce da un’ altra stella in splendore. 42 Così sarà pure la risurrezione dei morti; il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile. (1 Corinti 15:35-42)

15:35 Nei versi 35-49 l’apostolo approfondisce l’argomento della risurrezione, anticipando due domande che avrebbero potuto sorgere nella mente di coloro che mettevano in discussione la realtà della risurrezione corporale. La prima è: Come risuscitano i morti? La seconda: E con quale corpo ritornano?

15:36 La prima domanda trova risposta in questo versetto. Per spiegare la realtà della risurrezione Paolo fa un esempio comune tratto dal mondo della natura: il seme deve cadere nella terra e morire affinché possa nascere la pianta. È davvero meraviglioso riflettere sul mistero della vita celato in ogni minuscolo seme. Possiamo sezionare il seme e studiarlo al microscopio, ma il segreto del suo principio vitale rimane un mistero insondabile. Tutto ciò che ci è dato di sapere è che il seme cade nel terreno e, con tale improbabile inizio, dalla morte scaturisce la vita.

15:37 La seconda domanda segue a ruota. Paolo spiega che, quando tu semini, non semini la pianta che deve nascere, ma un granello nudo, di frumento per esempio, o di qualche altro seme. Che cosa possiamo concludere da ciò? La pianta è forse il seme? No, la pianta non è il seme, tuttavia esiste un vincolo vitale fra i due. Senza il seme non ci sarebbe alcuna pianta. Inoltre, quest’ultima eredita le proprie caratteristiche dal seme. Lo stesso vale per la risurrezione.

15:38 Dio dà un corpo conforme al seme gettato e ogni seme dà la sua pianta. Tutti i fattori che determinano le dimensioni, il colore, il tipo di foglie e di fiori della pianta sono, in qualche modo, contenuti in nuce nel seme gettato a terra.

15:39 Per illustrare la differenza fra la gloria del corpo di risurrezione e la gloria dei nostri corpi mortali, l’apostolo Paolo fa notare come non ogni carne è uguale. Una cosa è la carne degli uomini, altra la carne delle bestie, altra quella dei pesci, altra quella degli uccelli. Queste creature sono differenti, pur essendo tutte composte di carne. Vi è somiglianza senza, però, esservi esatta duplicazione.

15:40 Esiste una differenza fra la gloria dei corpi celesti (i corpi degli esseri che vivono in cielo) e quella dei corpi terrestri (i corpi degli esseri che vivono sulla terra). Qui Paolo, come alcuni potrebbero pensare, non si stava riferendo ai corpi celesti come le stelle etc., altrimenti il contrasto tra i corpi celesti come le stelle e i corpi degli esseri viventi terrestri non avrebbe senso. E’ più logico pensare che Paolo ha fatto un paragone tra i corpi celesti (i corpi degli esseri che vivono in cielo) e quelli terrestri (i corpi degli esseri che vivono sulla terra). Il verso 40 dichiara esplicitamente che i tre membri della Trinità e gli angeli buoni e cattivi hanno dei corpi.

15:41 Perfino fra il sole, la luna e le stelle c’è differenza di splendore. Paolo paragona lo splendore differente degli oggetti luminosi del cielo con la gloria differente che hanno i corpi degli esseri viventi che vivono in cielo rispetto e i corpi degli esseri viventi che vivono sulla terra.

15:42 I versi 42-49 mostrano il contrasto fra il corpo dei credenti ora e ciò che sarà nella sua forma eterna. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile. Attualmente il corpo umano è soggetto al decadimento: dopo la sepoltura si decompone e ritorna alla polvere, ma ciò non accadrà al corpo di risurrezione, non più soggetto al decadimento.

febbraio 4, 2018 da studioteologico

VARIE TESTMONIANZE CRISTIANE

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