.feed-links { display:none; } -->
Italy English Español Portugeus Belgium Netherland Français Deutsch Israel Seguci su: Twitter Seguci su: Facebook Seguci su: Twitter Instagram IN RETE DAL 2005

Perché Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16 |

ULTIME NOTIZIE - EDAP: Evangelo Dottrina Avvento Profetico

▼ PRIMO PIANO ▼

sabato 17 febbraio 2018

STUDIO BIBLICO. Cosa significa domandare qualche cosa seconda volontà di Dio in 1 Giovanni 5:14?

Alcuni chiarimenti sulla preghiera e l’approccio giusto da avere affinché le nostre preghiere siano esaudite.
“Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste.” (1 Giovanni 5:14-15)
Un risultato importante dell’assicurazione del credente di avere la vita eterna è che può avere fiducia in relazione a Dio. In particolare, questo si applica alla situazione di fare richieste a Dio in preghiera. Giovanni ha già detto ai suoi lettori: “Carissimi, se il nostro cuore non ci condanna, abbiamo fiducia davanti a Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo ciò che gli è gradito” (1 Giovanni 3:21-22). Ora ripete questa assicurazione. Dio ci ascolterà rispetto a tutto ciò che gli chiediamo. “Ascoltare” significa ascoltare favorevolmente; Dio esaudirà le nostre preghiere. Tuttavia è esperienza Cristiana comune che tale preghiera non viene sempre esaudita. Anche Gesù stesso conosceva l’esperienza di riversare la sua anima a Dio per non dover bere il calice della sofferenza, ma doveva accettare che ciò che desiderava non fosse la volontà di Dio e così pregò: “Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi” (Marco 14:36). Così anche il cristiano deve pregare “secondo la sua volontà”. Non sempre sappiamo qual è la volontà di Dio per noi o per le persone per cui preghiamo; ma abbiamo la gioiosa garanzia che qualunque cosa sia la volontà di Dio per noi sarà realizzata. Allo stesso tempo, siamo messi in guardia contro l’offerta di preghiere che sappiamo non sono conformi alla volontà di Dio; la preghiera per motivi peccaminosi, per quanto possiamo tentare di mascherarli, è esclusa.

Ma se la preghiera deve essere fatta secondo la volontà di Dio, allora perché pregare? Sicuramente la sua volontà sarà compiuta, indipendentemente dal fatto che preghiamo o meno. Per dirla in questi termini, significa assumere che la volontà di Dio deve essere intesa in un tipo di modo statico, come se Dio avesse creato in anticipo un piano dettagliato su tutto quello che accadrà, incluso il fatto che pregheremo in un modo e in un momento particolare. Ma mentre la Bibbia parla del piano e dello scopo di Dio per il mondo, parlare in termini così deterministici è incoerente con la libertà che la Bibbia stessa assegna alle persone, e distrugge l’idea biblica della relazione personale che esiste tra Dio e le persone. Il punto è piuttosto che il credente deve cercare di sottomettere la sua volontà a Dio dicendo: “sia fatta la tua volontà” (Matteo 6:10). È come se ci abbandonassimo liberamente a Dio che è in grado di realizzare la sua volontà attraverso di noi e le nostre preghiere. In un senso molto reale, quindi, il compimento della volontà di Dio nel mondo dipende dalle nostre preghiere. Attraverso la preghiera ci facciamo strumenti della volontà di Dio, e allo stesso tempo, in un modo che va al di là della comprensione umana, egli è in grado di agire con potenza per esaudire nostre preghiere. Quando impariamo a volere ciò che Dio vuole, abbiamo la gioia di ricevere le sue risposte alle nostre preghiere.

Fonte: StudioBibico | studioteologico
}, 10);