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Perché Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16 |

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venerdì 23 marzo 2018

DONNA CRISTIANA. Il sacerdozio del nuovo patto appartiene a tutti i credenti senza distinzione

Tutti i credenti sono stati costituiti un «sacerdozio santo per offrire sacrifici spirituali» (I Pietro 2:5; Ebrei 13:15). Ogni singolo membro della chiesa del Signore è chiamato ad essere un adoratore, e tutti hanno lo stesso accesso diretto alla presenza di Dio. infatti fu proprio ad una donna che Gesù diede la rivoluzionaria rivelazione che i veri adoratori adoreranno Dio in spirito e verità.
In virtù di questo privilegio sia gli uomini che le donne possono e devono annunciare il vangelo agli altri. Il grande mandato è rivolto a tutti i cristiani, senza alcuna distinzione, sin dai tempi apostolici, quando imperversava la persecuzione, …tutti quelli che erano dispersi, se ne andarono di luogo in luogo, portando il lieto messaggio della Parola (Atti 8). Uomini e donne hanno lo stesso accesso a Dio per pregare ed intercedere, le numerosissime esortazioni della scrittura che invitano alla preghiera sono rivolte a tutti i credenti senza distinzione. È specificamente detto che anche le donne possono pregare ad alta voce nelle assemblee (I Corinzi 11:5).

Anche i doni dello Spirito Santo sono distribuiti a tutti e nelle medesime condizioni, tutti possono esercitarli anche pubblicamente sia da uomini che da donne (I Corinzi 12:7). L’Antico e il Nuovo testamento sono pieni di riferimenti di donne che coprono l’ufficio di profeta, come Maria la sorella di Mosè (Esodo 15:20), Deborah (Giudici 4:4), Hulda (2 Re 22:14), la moglie di Isaia (Isaia 8:3), le figlie di Filippo (Atti 21:9) e tante altre. Dio aveva promesso che «anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni io spanderò il mio Spirito». Un altro campo, aperto a tutti, nel servizio cristiano, è l’amministrazione in generale, «servire… dare… fare opere di misericordia» (Romani 12:7-8): Tabita di Ioppe, per esempio, era rinomata per questo ministerio (Atti 9:36). Perciò nella chiesa si riconoscevano non solo i diaconi (uomini di buona testimonianza, riconosciuti come esempi di fedeltà nel servizio, e incaricati di particolari responsabilità), ma anche le diaconesse (Romani 16:1).

In pratica, l’unica restrizione che la Parola di Dio pone al ministero delle donne è il ministerio di autorità: «La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna d'insegnare, né d'usare autorità sul marito, ma stia in silenzio. Perché Adamo fu formato il primo, e poi Eva» (1 Timoteo 2:12-13).

È da premettere che la parola greca «Andros» tradotta con «marito» ha il significato specifico di «uomo», come traducono peraltro alcune traduzioni della Scrittura (vers. King James, ecc.).

Queste restrizioni -per coloro che riconoscono alla Bibbia una autorità normativa- escludono che le donne possano governare la chiesa come membri del corpo degli anziani, il che è chiaramente un esercizio di autorità. Infatti la Bibbia stabilisce dei criteri per l’ordinazione delle diaconesse come dei diaconi, mentre manca qualsiasi accenno alle Pastore o Anziane.

Il fatto che Dio abbia stabilito le cose così come sono scritte nella bibbia, hanno sicuramente un loro scopo ben preciso, l’insegnamento biblico secondo il quale le donne e gli uomini sono perfettamente uguali in quanto al valore e alla dignità della loro persona, ma sono distinti in quanto ai ruoli a loro assegnati, rappresenta qualcosa da esplorare, da godere in modo più profondo e da sviluppare per tutta la vita, e non da odiare e sradicare.

Oggi, un numero incalcolabile di donne, anche nelle chiese, non riconosce queste meravigliose differenze, non ha la minima idea di cosa significhi donna, nel senso di persona distinta dall’uomo e quindi con ruoli ben specifici, ma altresì ben diversi dell’uomo. Assistiamo con passività “all’evoluzione” di una società lontana da Dio e che a gran voce esalta le sue conquiste ingannevoli. In nome della giustizia e delle lealtà nei confronti delle donne, molti “filosofi” sminuiscono la femminilità e la maternità che sono valori sacri; filosofi che sono in realtà contro la famiglia, i figli, e in ultima analisi contro la donna.

Escludere le donne dalla conduzione della chiesa sarebbe ingiusto e discriminante se venisse fatto arbitrariamente dai maschi per propri fini egoistici, ma se tale esclusione rientra nei piani di Dio allora è bene fare attenzione e capire quello che la Parola di Dio dichiara per il bene di tutti, della famiglia, della chiesa e della razza umana. Come credenti non possiamo accusare Gesù di discriminazione, eppure Gesù ha scelto solo maschi, gli apostoli, come fondamento della chiesa. Era il costume del tempo oppure il piano di Dio primeggiava sulle usanze umane? Attraverso la Scritturacomprenderemo adeguatamente questa verità.

R. Murabito

VARIE TESTMONIANZE CRISTIANE

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